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Progettazione dello scafo

Pensato profondamente

La particolarità dello scafo adottato è che taglia le piccole onde paragonabili alle sue dimensioni entrandoci dentro senza sollevarsi. La chiglia inversa serve proprio a questo scopo e ne beneficia soprattutto la stima dell’orientazione e quindi la rotta reale fatta con mems da 3$. Il centro di deriva è normalmente calcolato sulla base del centro geometrico della sezione longitudinale immersa ed è stato un parametro fondamentale per lo sviluppo del veicolo. Lo skeg (la pinna prima del timone) influisce notevolmente sul centro di deriva portandolo verso la poppa del veicolo e consentendo una navigazione bilanciata anche con la sola Randa.  Infatti il centro velico, ovvero il luogo geometrico di applicazione della forza sulla vela, ed il centro di deriva dovrebbero perfettamente combaciare per evitare una continuativa azione correttiva del timone soprattutto per l’andatura di bolina dove è rischioso avere un timone frenante per aggiustare la rotta. Una consistente distanza tra i due centri avrebbe come  risultato una ridottissima velocità di avanzamento e la coppia generata sul timone potrebbe anche causare un surriscaldamento del servo dopo giorni di navigazione. Si parla di tendenza orziera o poggiera ed anche questa scelta progettuale non è stata lasciata al caso considerando che si avrà una andatura in prevalenza di gran lasco durante la traversata che verrà affinata durante le prove in quanto il centro di deriva non coincide perfettamente con il luogo geometrico della sezione immersa:


La deriva olimpica “Star” che fece il suo debutto nel 1911 e che venne utilizzata per diversi giochi olimpici è stata la prima deriva che, con l’intuizione del progettista, abbina la forma dello scafo al centro di deriva, e questo concetto è stato abbinato anche in questo scafo. Infatti tale natante diversamente dalle sue paritarie presenta la pinna di deriva centrale in totale disaccordo con la maggioranza delle derive dell’epoca. La particolare progettazione è nascosta nelle sponde dello scafo che forniscono una ulteriore pinna e tengono salda la direzione dell’imbarcazione anche in regata e con piccoli angoli di rollio.


Nello specifico questo scafo è stato pensato/modificato abbinato allo skeg che fornisce una buona resistenza sulla poppa. Per questo le sponde sono state disegnate e realizzate con un profilo tagliente verso prua mentre da circa metà della sua lunghezza è stato modificato lo spigolo attenuandolo progressivamente verso poppa fino a sostituirlo con una curva morbida.


Con l’ausilio del disegno assistito da calcolatore tutta la progettazione può essere precedentemente testata verificando la bontà della progettazione.

In Figura è possibile osservare lo scafo con la velocità del flusso e pressione sullo scafo simulato dall’avanzamento in acqua.
Sono stati calcolati i coefficienti di drag per le simulazioni.